Hester Prynne: l’audacia di non rinnegarsi

hester prynne
Questa donna, autentica eroina, c’insegna che il vero coraggio non sta nel compiere un’azione, ma nel modo con cui si affrontano le conseguenze di quell’azione. 

Un personaggio femminile tra i più significativi della letteratura è senz’altro Hester Prynne, protagonista de La lettera scarlatta, romanzo dello scrittore americano Nathaniel Hawthorne. Tutti, bene o male, conosciamo la storia: donna sposata, rimane incinta di un uomo che non è suo marito e viene marchiata a vita con una lettera “A”, un simbolo che ha lo scopo di renderla un mostro d’immoralità agli occhi di un popolo puritano e ipocrita. Quello che colpisce più di tutto leggendo il romanzo, però, non è tanto la rappresentazione di un mondo bigotto, quanto la straordinaria forza di Hester, l’orgoglio con cui sale alla gogna e ci resta per ore, in piedi, con in braccio la sua piccola appena nata. È oggetto di scherno e insulti, viene messa in mostra come un orribile peccato, un abominio alla rettitudine, ma lei non sembra scalfirsi.

La sua tenacia deriva dall’accettazione di sé, dalla consapevolezza del suo peccato (che poi è stato un peccato d’amore verso se stessa, ma del quale non si parla mai) e dall’accoglimento di tutte le conseguenze. È fiera, Hester, quando cammina nel villaggio con sua figlia per la mano, è risoluta quando si oppone a chi gliela vuol portare via e soprattutto è così conscia del proprio fardello che da sola si cuce la lettera scarlatta. Sceglie un colore acceso bordato d’oro e la rende preziosa, distintiva, evidente, per non nascondersi all’ombra delle proprie scelte. È una donna che non rinnega i suoi errori, anzi se ne assume le conseguenze. 

Hester è combattiva e paziente. Lascia che i suoi gesti parlino per lei, che la sua fermezza le faccia da scudo. Costantemente oggetto di malelingue, con il tempo finisce per farsi benvolere, forse anche per la resilienza che dimostra non abbassando mai gli occhi di fronte a nessuno. Lavora ogni giorno su se tessa e per se stessa, stoica, e cresce una bambina cercando di proteggerla dalla cattiveria del mondo. Non rinnegherà mai l’impulso che l’ha fatta cedere al desiderio, e non abbandonerà mai la lettera scarlatta che la contraddistingue, che forse è la parte più vera di sé. Perché quella “A” che agli occhi del mondo sta per adultera, lei la sente e la vive come la “A” di audacia. 
 
Serena Pisaneschi 

Foto in alto: Demi Moore interpreta Hester Prynne nel film La lettera scarlatta (The Scarlet Letter) di Roland Joffé.

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