Cosa succede se la politica mette a tacere le storie? Il caso dell’autrice irlandese e la forza di una letteratura che non si piega.
Sally Rooney è una delle scrittrici più note della letteratura contemporanea a livello mondiale, nonché poeta e saggista. Il suo debutto risale al 2017 con la pubblicazione del romanzo Parlarne tra amici.
Sin da subito è acclamata dalla critica e con il suo esordio dimostra di avere le capacità giuste. La notorietà prosegue anche con le successive pubblicazioni: Persone normali nel 2018, da cui è stata tratta l’omonima serie tv; Dove sei mondo bello nel 2021 e Intermezzo nel 2024.
I suoi personaggi sono umani, fragili e imperfetti, perciò è facile immedesimarsi in loro e nelle situazioni che affrontano. Le sue storie vertono sui temi che coinvolgono la modernità e questo le permette di arrivare con immediatezza al pubblico.
Il successo di Rooney nel corso degli anni aumenta e questo fa sì che la sua voce sia sempre più forte e incisiva. Una delle prime prese di posizione è di impedire la traduzione di Dove sei mondo bello in ebraico, in linea con il boicottaggio di Israele a cui aderisce.
Ma di recente un’altra sua scelta innesca delle conseguenze: decide di esporsi in favore della Palestina devolvendo i proventi delle sue opere all’organizzazione Palestine Action. Questa mossa, però, entra in collisione con la politica poiché il Ministero dell’Interno britannico ha interdetto l’organizzazione.
La casa editrice Faber and Faber, in accordo con Rooney stessa, sospende la distribuzione di tutti i suoi libri mercato del Regno Unito per evitare le aspre conseguenze penali (tra cui anche l’arresto). Le librerie, pertanto, non possono ordinare nuove copie una volta esaurite quelle già presenti tra gli scaffali.
Era da un po’ che non si respirava quest’aria da Indice dei libri proibiti!
È grave quando la censura tocca la sfera della cultura. Significa voler controllare i popoli togliendo loro ogni possibilità di pensare ed esprimersi liberamente. Non a caso Simone de Beauvoir ha sostenuto che la cultura è il più alto dei valori.
Ray Bradbury ha scritto: «Non c’è bisogno di bruciare i libri per distruggere una cultura. Basta convincere la gente a smettere di leggere.»
A questo mondo tutto è politico, persino la letteratura. I libri hanno il potere di diffondere la conoscenza con il fine di migliorare la società sotto ogni punto di vista. Ma che succede se escludiamo i libri?
La letteratura nei secoli è stata usata come strumento di lotta politica sia da parte degli oppressori che degli oppressi. Basti pensare che in epoca fascista le informazioni e la propaganda erano controllate tramite le veline.
George Orwell in 1984 ha scritto che «la libertà è schiavitù» e che «l’ignoranza è forza», perché meno sappiamo e meno possiamo reagire alle ingiustizie. In un passo del medesimo libro c’è una frase di spaventosa attualità: «Tutti i documenti sono stati distrutti o falsificati, tutti i libri riscritti, […] tutte le date alterate. […] La storia si è fermata. Non esiste altro che un eterno presente nel quale il Partito ha sempre ragione.»
Se non conosco una minaccia, allora come posso contrastarla? Leggere ci illumina, ci permette di ampliare le nostre conoscenze in modo da individuare cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ma questo non può accadere se c’è l’ennesimo “rogo” di libri.
Sally Rooney è diventata scomoda perché ha scelto di battersi per una causa, accettandone poi il prezzo. Non si è tirata indietro e non si è rimangiata la parola, ma ha preferito un accordo anche se va a proprio discapito.
L’autrice ha dichiarato: «Ho fatto tutto il possibile per essere sincera con il pubblico riguardo alle mie convinzioni e alle mie intenzioni […] E sono pienamente disposta ad accettarne le conseguenze».
Dalla storia dobbiamo apprendere gli errori da non rifare, tra cui il monitoraggio e la censura delle informazioni. Proprio Rooney in Dove sei mondo bello scrive: «Penso al ventesimo secolo come a una lunga domanda, cui alla fine abbiamo dato la risposta sbagliata.»
Alle risposte sbagliate si può rimediare grazie alla conoscenza contenuta anche nei libri. Che ogni domanda possa trovare la giusta soluzione tra l’inchiostro delle pagine.
Altea Fiore
Foto in alto: Sally Rooney da illibraio.it
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