La poesia nel dì di domenica: di nuovo insieme ad Alda Merini

Uno dei piccoli gioielli poetici di Merini è dedicato a Carla Fracci, la ballerina a cui era legata da profonda amicizia e stima.

Il 20 agosto Carla Fracci, avrebbe compiuto novant’anni. Ci piace ricordarla e celebrarla con la poesia che Alda Merini le dedicò, un ritratto che trasforma Fracci, icona della danza, in una creatura quasi soprannaturale.

Merini, che ha sempre cercato la bellezza nei luoghi più fragili dell’esistenza, ha visto nella ballerina una sorella d’anima, una donna che, come lei ha incarnato l’arte come salvezza.

Carla Fracci, una tra le figure più importanti del ‘900, che ha legato il suo nome al balletto classico danzando alla Scala o al Metropolitan, amava soprattutto i piccoli teatri delle piccole città. «Ho danzato nei tendoni, nelle chiese, nelle piazze. Sono stata una pioniera del decentramento. Volevo che questo mio lavoro non fosse d’élite, relegato alle scatole d’oro dei teatri d’opera. E anche quando ero impegnata sulle scene più importanti del mondo sono sempre tornata in Italia per esibirmi nei posti più dimenticati e impensabili.» Sono parole tratte dalla sua biografia Passo dopo passo, pubblicato da Mondadori nel 2013, che si leggono nella presentazione del libro sul sito della rivista Sipario.

Il video che accompagna l’ascolto della poesia è curato da Debora Menichetti.

Serena Betti

Foto in alto: Carla Fracci – giornaledelladanza.com

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A Carla Fracci

Delle lusinghe della notte un sogno
esce e percorre tutta la vallata
una fata che genera altri tempi
e vola via come una canzone
non occorre nel vederti danzare
aver letto molti testi
oppure domandandosi
l’origine dell’amore.
Tu sei l’amore
tu sei il sentimento
tu sei illogica
come la ragione
tu sei leggera come la follia.

(tratta da Il Messaggero)

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