In un’epoca che corre veloce, la poeta che ritroviamo oggi ci ricorda il valore della lentezza, dell’attenzione, della cura.
Più nota come traduttrice che come poeta, Giovanna Bemporad, è stata un’intellettuale rigorosa coltissima, discreta, ma è stata anche molto presente nella storia della letteratura perché ha dedicato la vita alla traduzione di grandi classici e di poeti come Goethe, Racine. E lo ha fatto sempre cercando di essere fedele all’originale, lasciando che il testo parlasse attraverso di lei, senza sovrapporre la sua voce.
Non ha mai voluto essere al centro della scena, non ha costruito un personaggio pubblico, ma chi l’ha conosciuta o incontrata la ricorda come una presenza magnetica.
L’ascolto di Alba estiva, tratta dalla raccolta Esercizi vecchi e nuovi, pubblicata dall’editore Luca Sossella nel 2011, e pubblicata dalla rivista di poesia Avamposto, è accompagnato dall’elaborazione video di Debora Menichetti.
Serena Betti
Foto in alto: Giovanna Bemporad – Centro Apice UniMi
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Alba estiva
L’alba è disfatta e soffoca nel sole
l’uva matura. Ma nel fiume i bimbi
bagnano i corpi brevi, e non li tocca
l’afa, lucenti e nudi.
Noi sul greto
punge l’ansia del giorno.
Come la rosa all’alba è fresca e viva,
ci è dato per lo spazio di un mattino
lieti e ingenui abitare sulla terra.

