Le custodi dell’anima di Francesca G. Marone: seducente viaggio al femminile

le pentite - Francesca G. Marone
Tre protagoniste, tre periodi storici, un obiettivo: rivendicare la propria libertà e tracciare un sentiero più facile per le donne.

Ci sono storie che catturano l’attenzione sin dalle prime pagine. Parole scelte con cura a descrivere emozioni e contesti. Ritratti di personaggi e dei loro stati d’animo che fanno vivere in prima persona tormenti e gioie. Con il suo nuovo romanzo Le custodi dell’anima (Salani Editore, 2026), Francesca G. Marone ci racconta una storia, anzi tre, dove le donne sono protagoniste assolute. E dove il loro coraggio diventa un’arma invincibile per combattere sottomissioni e ingiustizie sociali.

Il potere salvifico dei libri

Siamo nel XII secolo. La giovane Sibilla viene data in sposa a Ruggero II, una scelta politica che niente ha a che fare con l’amore. A corte, la donna ha come unica compagnia la sua fidata Heloise ma la noia e la mancanza di attenzioni da parte del marito violento, inducono Sibilla a cercare altrove qualcosa che dia un senso alle sue giornate. Saranno i libri e la scrittura a diventare un rifugio sicuro e pieno di sorprese.

le custodi dell'animaAnche per Gina, molti secoli dopo, i libri e un’abbazia costituiranno la possibilità di sperare in un futuro che non sia solo un matrimonio combinato e la totale sottomissione a un uomo quasi sicuramente violento come suo padre e i suoi fratelli. Gina è curiosa, sveglia, non vuole finire la sua vita come le altre donne che la circondano. Sua madre, le zie, le donne del paese sono vecchie anche se giovani di età, sono spente e non conoscono le infinite possibilità che una donna può, e deve, avere.

A tenere per mano, con delicatezza e ardore, il filo di queste storie sarà Mariasole, la nipote di Gina. Ancor più delle donne che l’hanno preceduta, la ragazza ama i libri e il sapere ed è consapevole che solo l’istruzione e la conoscenza possono far emergere i talenti delle donne, anche di quelle che vivono in Paesi dove sono considerate meno dello zero.

Le custodi dell’anima ha il pregio di narrare vicende di grande spessore attraverso la semplicità di una scrittura delicata e coinvolgente, quasi una favola in alcune pagine. Numerosi sono i passaggi del libro che invitano alla riflessione, alla consapevolezza. Le donne del passato hanno subìto, hanno dovuto tacere e piegarsi ai voleri meschini degli uomini. Ma in tante hanno alzato la testa, combattendo con fierezza e audacia per ottenere ciò che spettava loro, convinte di operare anche per le sorelle che sarebbero nate dopo di loro.

«Le parole, mia regina, non appartengono a nessuno, devono essere libere di viaggiare da una persona all’altra, da un tempo all’altro, senza limiti e senza bandiere.»

Mariasole è una donna del presente. Anche lei è pronta a rischiare per chi non ha la sua stessa fortuna. E lo fa decidendo di mettersi al servizio di donne sole e prive di ogni diritto. Non è sola in tutto ciò. Il suo compagno condivide il suo progetto di vita. Ed è quello che tutti gli uomini dovrebbero fare perché solo insieme si possono ottenere i risultati migliori.

Federica Sanguigni

Foto in alto: Francesca G. Marone

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Federica Sanguigni è nata a Fondi, dove vive e lavora. Si definisce lettrice appassionata e amante della poesia. Ha pubblicato due sillogi poetiche: In cammino e È una strada impervia e la raccolta di racconti e poesie Da me a te. Andata e ritorno – Storie di normale diversità. Altre sue pubblicazioni sono presenti in antologie cartacee e su siti e blog on line. È autrice dell’atto unico teatrale È solo colpa mia e del monologo Il giorno dopo, testi che affrontano il dramma della violenza contro le donne. Vincitrice della XXXVI edizione del Premio Nazionale di Poesia Libero de Libero, in Fondi. Scrive recensioni letterarie e partecipa a eventi culturali. Ama i colori dell’autunno, le passeggiate all’aria aperta, il ricamo a punto croce e la torta di mele.

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