Il respiro del delfino, libro potente e sincero tra le macerie e il punk

AN15-Il respiro del delfino
AN15 racconta senza sconti una Milano ribelle, ma anche una generazione che coraggiosa che non si piega davanti alle sfide della vita.

«Sul muro dell’entrata principale di quel centro sociale c’è un grosso punto esclamativo».

Questa è la prima frase che ho sottolineato. Rileggetela. Marca sin da subito l’esigenza deə protagonistə di trovare risposte, certezze o anche solo un segnale forte in un mondo che sembra aver smarrito ogni direzione. Quel punto esclamativo è un grido visivo che interrompe il silenzio.

A metà maggio 2026 è arrivato in libreria per Dalia Edizioni Il respiro del delfino, il nuovo e ambizioso romanzo di AN15, pseudonimo di Anna Laugelli. L’autrice, cresciuta nell’area metropolitana di Milano e attiva come DJ e organizzatrice di eventi nella scena musicale indipendente nazionale, torna alla narrativa con una storia cruda, lucida e profondamente punk, che rompe le regole del racconto generazionale.

Il libro si apre con un’immagine simbolo: il cantante punk Sid Vicious che interpreta a modo suo la famosa canzone My Way, distruggendola davanti a un pubblico borghese. È la perfetta figura dell’antieroe, di chi fallisce rifiutando le regole del gioco. Questo momento diventa il punto di riferimento per un intero gruppo di personaggi che ha smesso di credere nel mito del successo e ha deciso di accettare i propri difetti e i propri fallimenti.

il respiro del delfinoIl romanzo ci trascina nelle strade di una Milano che scivola dagli anni ’80 verso un presente cinico. Incontriamo Gretel (Margherito), un ragazzo affascinate ma con le Converse bucate e le vene segnate dall’eroina, perso tra le ombre della città e le assemblee dei centri sociali. Attorno a lui ruotano figure come Giusi, la combattente dalla “cresta rossa” che impone regole rigide contro lo spaccio, e Ansel, il compagno sparito che incarna una dipendenza non solo fisica, ma emotiva.

In questo scenario di macerie storiche e personali, il libro affronta il tema del conformismo, cioè del bisogno di adattarsi per forza alla società. L’autrice scrive una frase molto forte a questo proposito: «l’alternativa è di conformarsi: stare a proprio agio nel disagio.»

Per ə protagonistə questa è l’unica scelta possibile. Non vogliono guarire a tutti i costi secondo le regole degli altri. Preferiscono l’idea di «stare a proprio agio nel disagio» piuttosto che fingersi felici e ubbidienti in un mondo in cui non si riconoscono. Il malessere diventa così una forma di difesa.

Nel frattempo, anche Milano cambia volto. I vecchi quartieri popolari e i centri sociali lasciano spazio a nuovi palazzi moderni. La città cancella la sua storia e le sue ferite per presentarsi lucida e perfetta. L’autrice lo mostra con poche righe: «Le macerie sono state trasportate via, e il vuoto tra un edificio e l’altro sta per essere riempito; un dente estratto, un dente impiantato.»

Questa modernizzazione forzata e artificiale nasconde in realtà una crisi più profonda, che tocca l’anima stessa dei personaggi. Tutto sembra crollare sotto il peso del passato e della speculazione.

L’autrice scrive con un’ironia tagliente e senza troppi giri di parole, raccontando la crisi di due generazioni. Da una parte i padri, che hanno sognato la rivoluzione politica, e dall’altra i figli, rimasti senza punti di riferimento.

Nonostante l’atmosfera di decadenza e guerriglia quotidiana, il romanzo non si chiude nella disperazione. Come recita una citazione di Pete Wright che attraversa il testo, il progetto non si costruisce sbattendo la testa contro il muro, ma cercando «un amico e un martello.»

In conclusione, il libro di AN15 è un romanzo potente e sincero. Racconta la storia di chi impara a risollevarsi dalle macerie e a ritrovare il proprio ritmo, anche quando la vita sembra volerlo bollire nel suo pentolone. È una lettura consigliata a chi ama le storie forti, vere e senza sconti, capaci di raccontare da vicino il cuore di una generazione ribelle.

«Tu sei un figlio dell’Universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto di essere qui.»

Sabrina Ginocchio

Foto in alto: AN15

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Sabrina Ginocchio è nata a Chiavari (GE) nel 1975 e vive in provincia di Verona con la sua famiglia. Concilia la vita familiare con una profonda passione per la scrittura e la diffusione della lettura tra i più piccoli. Il suo percorso letterario inizia nel 2016 con il progetto editoriale Il trenino racconta… (Edizioni03), una raccolta di albi illustrati. Nel 2020 collabora con il giallista Alberto Rebuzzi per il giallo in rima Zaccaria e il guazzabuglio (Edizioni03).

Il suo impegno sociale si riflette nel racconto Il cambiamento, incluso nell’antologia benefica Arcobaleno (Bonaccorso Editore, 2022) a sostegno dell’associazione Abeo di Verona. Tra le sue pubblicazioni successive spiccano Barabau e Maramau (2022) e Non tutti dormono (2023) per la casa editrice Il Rio, seguiti dall’albo illustrato Squadra castori in azione (2024) e dal libro d’avventura per bambini Mistero alle saline (2025) con Edigiò Edizioni. Sempre con Bonaccorso Editore ha pubblicato il suo primo romanzo, Segni oltre la finestra. Condivide il suo amore per i libri e la scrittura nel suo sito web: www.sabrinaginocchio.it.

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