Nella Francia occupata dai nazisti le radio clandestine sono importanti per la resistenza ma anche per mantenere viva la speranza.
Tutta la luce che non vediamo è una miniserie televisiva uscita nel novembre del 2023 ed è composta da soli quattro episodi di circa un’ora ciascuno. Il titolo originale è All the Light We Cannot See ed è ideata da Shawn Levy e Steven Knight. La storia è tratta dall’omonimo romanzo scritto da Anthony Doerr nel 2014 e vincitore del premio Pulitzer per la narrativa.
La vicenda è ambientata nel 1944 in una cittadina della costa francese occupata dai tedeschi. Fra i bombardamenti degli alleati, le carenza di cibo, le radio clandestine, la prepotenza dei nazisti e la resistenza dei francesi, una ragazza cieca non si arrende al quello che sembra un destino segnato.
La protagonista di Tutta la luce che non vediamo
Marie-Laure, interpretata da Aria Mia Loberti, è cresciuta a Parigi con il padre Daniel LeBlanc (Mark Ruffalo) il quale lavora per un importante museo. Quando i tedeschi entrano in città i due fuggono portando con loro delle opere d’arte per metterle in salvo. Si rifugiano da alcuni parenti in un paesino sulla costa; tra loro Etienne LeBlanc, interpretato da Hugh Laurie che molti conoscono per aver interpretato il dottor House nell’omonima serie televisiva. La ragazza è cieca dalla nascita ma ha imparato ad andare oltre quella che veniva allora considerata una disabilità molto limitante, gestendo in autonomia la sua vita.
Quando rimane sola a causa della guerra, riesce a cavarsela senza aiuto ma anche a dare un contributo fondamentale per la resistenza. In soffitta nasconde una radio clandestina con la quale ascolta le notizie e passa informazioni sotto i baffi dei nazisti, sempre a rischio della propria vita. Grazie allo strumento proibito conosce Werner Pfennig (Louis Hofmann), un giovane soldato del Führer costretto a combattere contro la sua volontà.
Ci piace perché
La forza di volontà di Marie-Laure fa di Tutta la luce che non vediamo una perla di speranza. Superare le barriere della disabilità, oltre a quelle delle regole imposte all’epoca alle donne, è un gesto rivoluzionario. Una ragazza giovane e cieca, che vive sola in una cittadina che non è la sua, ha la forza di lottare per se stessa ma anche di collaborare attivamente alla resistenza contro una dittatura che detesta. Oltre a farci vedere come vorremmo e potremmo prendere in mano la nostra vita, Tutta la luce che non vediamo ci assicura che possiamo farlo. E non è poco.
Erna Corsi
Foto in alto: Una scena di Tutta la luce che non vediamo – da style.corriere.it
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