Veronetta Spazio Teatro Giovani 2026, la voce delle nuove generazioni

Team di Veronetta Spazio Teatro Giovani 2026 - Foto di Ana Blagojevic
A Verona torna la rassegna di Mine Vaganti APS: oltre duecento giovani porteranno in scena storie, miti e fragilità del presente.

C’è un modo di fare teatro che non si limita al palcoscenico. Un teatro che diventa spazio di crescita, relazione, ascolto e cittadinanza. È questo il cuore di Veronetta#SpazioTeatroGiovani 2026, la rassegna teatrale promossa da Mine Vaganti APS che torna a Verona con la sua sesta edizione, trasformando ancora una volta Parco Santa Toscana in un luogo di incontro tra arte, giovani e comunità.

Dietro il festival c’è un progetto culturale costruito negli anni con passione e continuità da Silvia Masotti e Camilla Zorzi, fondatrici dell’associazione.  Mine Vaganti APS nasce nel 2014 dall’incontro tra teatro, pedagogia, psicologia e ricerca artistica, con l’obiettivo di creare percorsi dedicati soprattutto alle nuove generazioni.

Un teatro pensato dai giovani e per i giovani

La forza del progetto sta proprio nella sua visione educativa e culturale. Non semplici corsi di recitazione, ma spazi in cui ragazze e ragazzi possano riconoscersi, trovare parole per raccontarsi e attraversare insieme le fragilità del presente.

Quest’anno saranno 203 giovani dai 9 ai 36 anni a portare in scena il proprio lavoro teatrale, partecipando attivamente anche all’organizzazione del festival.

Le direttrici artistiche Silvia Masotti e Camilla Zorzi descrivono il festival come «uno spazio di partecipazione» in cui essere interpreti, spettatori e parte viva della cultura cittadina. Un’idea di teatro lontana dall’élite e vicina invece alla comunità, capace di trasformare uno spazio pubblico in un luogo di relazione e confronto.

Il lavoro culturale come cura e inclusione

Mine Vaganti APS porta avanti da oltre dieci anni un lavoro prezioso sul territorio veronese, collaborando con scuole, servizi sociali, cooperative e realtà educative.

I laboratori coinvolgono bambini, adolescenti e giovani adulti, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità e marginalità sociale. Alcuni ragazzi partecipano gratuitamente grazie a borse di studio o percorsi sostenuti dall’associazione.

Nel 2025 Spazio Teatro Giovani, il progetto principale dell’associazione nato nel quartiere veronese di Veronetta, conta 183 allieve e allievi, il 30% dei quali in condizione di fragilità sociale.

Qui il teatro diventa strumento educativo, esperienza collettiva e possibilità concreta di appartenenza. Non soltanto formazione artistica, dunque, ma anche costruzione di legami e sviluppo umano.

Miti antichi per raccontare il presente

L’edizione 2026 ruota attorno al tema “Figlie/Figli”, una riflessione sull’identità, sull’eredità culturale e sul rapporto tra generazioni.

Il programma intreccia testi classici, drammaturgie contemporanee e testimonianze di vita reale. I giovani interpreti attraversano Euripide, Sofocle, Shakespeare e Michela Murgia per interrogare il presente attraverso il linguaggio del teatro.

Tra gli appuntamenti più intensi spicca Macerie, ispirato a Le Troiane di Euripide, che riflette sulla guerra e sulla distruzione del futuro attraverso lo sguardo delle donne sconfitte.

Anime in viaggio affronta invece il tema delle migrazioni e dello sradicamento attraverso le storie di richiedenti asilo trasformate in racconto teatrale.

Con Abbiamo tutta la vita davanti, tratto dal romanzo di Michela Murgia, il festival entra nel disagio di una generazione precaria, sospesa tra desiderio di futuro e impossibilità concreta di costruirlo.

Veronetta Spazio Teatro Giovani 2026
Veronetta Spazio Teatro Giovani 2026

Cultura e territorio: una rete che crea comunità

Uno degli aspetti più significativi della rassegna è la capacità di costruire rete. Il festival coinvolge istituzioni, associazioni culturali, librerie, realtà sociali e cittadini in un dialogo continuo con il territorio.

Negli anni il progetto ha registrato una crescita costante: dai 800 spettatori del 2021 ai 3000 del 2025, con una forte presenza under35.

Un dato che racconta qualcosa di raro: esistono ancora luoghi in cui i giovani non sono soltanto pubblico da intercettare, ma protagonisti autentici della vita culturale.

Quando il teatro diventa spazio politico e umano

Nel lavoro di Silvia Masotti ed Elisa Mazzi il teatro non è evasione, ma uno strumento per leggere il mondo. La scena diventa uno spazio in cui affrontare temi complessi come identità, guerra, disagio generazionale, lavoro, memoria e relazioni.

In un tempo che spesso descrive i giovani come disinteressati o distanti dalla cultura, Veronetta#SpazioTeatroGiovani dimostra il contrario: quando vengono creati spazi autentici di ascolto e partecipazione, ragazze e ragazzi rispondono con presenza, intelligenza e desiderio di esprimersi.

Ed è forse proprio questa la forza più importante del progetto Mine Vaganti APS: ricordare che la cultura può ancora essere un luogo di crescita collettiva, capace di generare comunità, pensiero critico e futuro.

Cinzia Inguanta

In alto: Team di Veronetta Spazio Teatro Giovani 2026 – Foto di Ana Blagojevic

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