Una serie tv e le sue protagoniste, nobili e operaie: The English Game

The English Game
Mentre il calcio ai suoi albori scatena una lotta di classe le donne continuano a battersi per la loro vita e per quella dei figli.

The English Game è una miniserie televisiva britannica composta da sei episodi. È stata creata da Julian Fellowes (Downton Abbey), Tony Charles e Oliver Cotton nel 2020; è disponibile su Netflix. Ambientata nell’Inghilterra del diciannovesimo secolo, narra le origini del calcio moderno.

Gli Old Etonians sono una squadra composta da gentiluomini dell’alta borghesia londinese e capitanata da Arthur Kinnaird (Edward Holcroft in The English Game); detengono il titolo di campioni della FA Cup. Ne hanno scritto le regole e lo considerano un gioco di loro proprietà. Partecipano al campionato anche squadre di operai, che si stanno progressivamente appassionando sempre di più al gioco. Nel 1879 il proprietario della fabbrica tessile di Darwen e del Darwen FC James Walsh (Craig Parkinson), paga due calciatori scozzesi per entrare nella sua squadra. Il professionismo era espressamente vietato dal regolamento. Fergus Suter (Kevin Guthrie) e Jimmy Love (James Harkness) apriranno la strada per un nuovo concetto di professionismo che, forse, ai nostri giorni andrebbe rivisto per quanto riguarda lo sport che loro amavano tanto.

Le protagoniste

Margaret Alma Kinnaird (Charlotte Hope in The English Game) è moglie di Arthur Kinnaird, erede di una banca londinese e capitano dell’Old Etonians. Sfortunatamente un aborto spontaneo la priva della gioia del loro primo figlio. Nei mesi difficili che seguono il triste evento Margaret si avvicina alla fondazione gestita dalla moglie di un altro giocatore della squadra: una casa di accoglienza per madri senza marito. L’empatia la spingerà a convincere il marito a contribuire finanziariamente per sostenere quante più donne possibile. Non solo: metterà in pericolo la sua stessa vita senza esitare per poter garantire a una di esse la possibilità di crescere suo figlio.

Martha Almond (interpretata da Niamh Walsh) è una ragazza della classe operaia che per sua sfortuna si è invaghita, ricambiata, di un gentiluomo sposato. Dalla loro relazione è nata una bellissima bambina che vive con la madre. Lei cerca di lavorare come può per mantenere entrambe ma la società non le perdona quella che è considerata una vergogna. Il padre della bambina si offre di mantenerle ma lei, orgogliosamente, rifiuta. La moglie dell’uomo, venuta a sapere della relazione, dimostrerà un grande rispetto per se stessa ma anche per la sofferenza e la difficoltà di un’altra donna che non aveva intenzione di ferirla.

Ci piace perché

Nonostante alcune inesattezze storiche, The English Game offre uno sguardo sulla vita quotidiana dell’Inghilterra di fine diciannovesimo secolo. Gli uomoni si danno battaglia dentro e fuori dal campo di calcio per le regole del gioco, per il prezzo delle materie prime e dei salari degli operai. Le loro mogli, le loro madri, sorelle e figlie sono costrette a dipendere dalle loro scelte, cercando di tenere a galla se stesse e la loro prole. Ne nasce un quadro eternamente diviso fra ricchezza e povertà ma anche fra uomini e donne. E mentre alcuni fra gli uomini privilegiati si accorgono dell’importanza di dialogare con gli operai, le loro mogli dedicano tempo e risorse per sostenere le madri in difficoltà. Ne nasce un intreccio di mani che dà speranza per il futuro, che allora poteva sembrare molto più roseo di quanto si sia poi rivelato.

La sorellanza è un tratto fondamentale e distintivo del racconto che si sviluppa sotto l’intreccio principale. Le donne che aiutano le donne sono da sempre una realtà. E vederlo anche sul piccolo schermo ci spinge a coltivare e sviluppare sempre di più le relazioni positive.

Erna Corsi

Foto in alto: The English Game – da Netflix.com 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *