L’uomo dell’organetto: la musica come estrema forma di Resistenza

Dosolina Rapacchietta -l'uomo dell'organetto - l'altro femminile
Dal trauma della prigionia alla rinascita sonora: il nuovo saggio biografico di Dosolina Rapacchietta celebra la forza della memoria.

Esistono suoni capaci di curare le ferite invisibili della guerra e di trasformare l’orrore in arte. La musica, in questo senso, non è un semplice intrattenimento, ma un vero e proprio strumento di sopravvivenza psicologica. Attraverso le pagine de L’uomo dell’organetto, Dosolina Rapacchietta ci conduce in un viaggio profondo nella storia d’Italia, dove lo strumento diventa l’unico rifugio possibile contro la violenza del regime.

Un’esistenza tra spartiti e trincee

Il volume, edito da Carabba, ripercorre la vita straordinaria del Maestro Fanciullo Rapacchietta. Nato nel 1915, il protagonista attraversa il secolo breve affrontando le atrocità del nazifascismo e l’esperienza traumatica della prigionia. Tuttavia, proprio in quegli anni bui, l’organetto emerge come un “antidoto melodico”. Infatti, l’adesione alla Resistenza e il successivo confino diventano tappe di una resilienza che trova nella musica popolare la sua massima espressione.

La scienza dietro l’emozione

Dosolina Rapacchietta -l'uomo dell'organetto - l'altro femminileL’uomo dell’organetto si distingue per un approccio originale che unisce la ricerca storica alla psicologia clinica. L’autrice esplora il concetto di neuroplasticità indotta dal suono, spiegando come l’atto di suonare possa rimodellare i circuiti neurali. Di conseguenza, l’organetto non è solo un oggetto della tradizione abruzzese, ma un motore psicologico capace di attivare processi di regolazione emotiva. Pertanto, il libro offre una chiave di lettura scientifica su come l’arte aiuti a superare i traumi più profondi.

Custodire l’identità del territorio

Oltre all’analisi clinica, il saggio è un atto d’amore verso il paesaggio e la cultura folcloristica. La narrazione restituisce dignità alle testimonianze dirette e agli archivi, rendendo il Maestro un simbolo di continuità tra generazioni. In questo modo, il lettore riscopre il valore della memoria collettiva. Il volume risulta quindi fruibile sia dagli esperti di musica diatonica sia da chiunque voglia comprendere meglio il legame indissolubile tra identità e territorio.

L’autrice

Dosolina Rapacchietta vanta una solida formazione in Psicologia Clinica e una lunga esperienza in ambito sanitario. Studiosa sensibile della memoria storica, ha pubblicato diversi lavori scientifici e letterari, tra cui il volume sul Burnout nelle Professioni Sanitarie (Zanichelli, 2025). Attualmente, ricopre il ruolo di madrina nelle principali rassegne dedicate all’organetto, promuovendo la cultura della resilienza attraverso la musica popolare.

Cinzia Inguanta

Foto in alto: Dosolina Rapacchietta

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