I suoi versi restano in bilico tra nostalgia e presente, tra ferita e perdono. La poeta gioca con le parole, detti e citazioni antiche.
Nata a Luino ma residente da sempre a Monza, Lorena Quarta è conosciuta come giornalista cinofila. Ha collaborato con importanti riviste del settore e ha scritto cinque libri dedicati al mondo dei cani. Con La simmetria dell’orchidea, pubblicata da Eretica Edizioni, inaugura invece il suo percorso poetico, proponendo una raccolta intensa e ricca di sperimentazione linguistica.
Il libro, inserito nella collana Quaderni di poesia, si presenta come un viaggio nella parola e nella forma. Già dal titolo emerge un tema centrale: la simmetria, intesa come ricerca di ordine ed equilibrio in un mondo che cambia continuamente.
Nelle poesie troviamo metafore, giochi di parole, rime, consonanze, acrostici e calligrammi. Non si tratta soltanto di abilità tecnica, ma di un modo per esplorare a fondo la lingua italiana, nelle sue sonorità e nel suo aspetto visivo. Accanto all’italiano compare spesso il latino, una lingua che, come suggerisce l’autrice, è meno morta di quanto si pensi e continua a offrire spunti e significati.
La seconda parte della raccolta è dedicata proprio agli acrostici e ai calligrammi, forme poetiche che uniscono scrittura e immagine, regola e creatività. In un’intervista rilasciata nel 2024 a MBNews, la poeta afferma:
«Gli acrostici rappresentano un esercizio di scrittura che mi piace molto, così come i calligrammi, come quello che c’è sulla copertina del libro.»
La poesia EST MODUS IN REBUS, inserita nella sezione dedicata agli acrostici, propone una riflessione sull’importanza della misura. Il titolo richiama un celebre verso delle Satire di Orazio: «Est modus in rebus, sunt certi denique fines». Il messaggio che la poeta vuole trasmettere è semplice e diretto: in ogni cosa deve esserci una misura, un limite, un giusto equilibrio.
In un contesto moderno in cui spesso manca la misura, soprattutto nel linguaggio, questa poesia ci ricorda che anche nelle parole deve esserci un limite. La misura non è un freno alla libertà, ma un segno di rispetto e responsabilità. Oggi, nascosti dietro una tastiera, è facile lasciarsi andare a parole aggressive, a giudizi affrettati e a forme di comunicazione tossica. È proprio qui che dovrebbe esserci un limite: non una censura, ma una scelta consapevole. Il richiamo di Orazio diventa così un invito concreto a ritrovare equilibrio e rispetto nel modo in cui comunichiamo ogni giorno.
Per La poesia nel dì di domenica, Serena Betti, oggi legge per noi Est modus in rebus di Lorena Quarta. Buon ascolto.
Debora Menichetti
Foto in alto: elaborazione con AI (fonte web)
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Est modus in rebus*
Eroi impavidi della tastiera,
sempre pronti a digitare odio,
trovando tana in un anonimo profilo.
Moderazione dove ti sei eclissata?
Ogni frase è dettata dal rancore,
dall’invidia e dal cinismo,
una corsa a chi ferisce di più.
Stilettate diventano le parole,
incidono ferite sanguinanti
nell’animo del momentaneo nemico,
restano cicatrici dell’assalto verbale.
E dell’equilibrio resta solo cenere,
bruciato dal fuoco della violenza,
ucciso senza possibilità di difesa,
sepolto sotto migliaia di post.
*C’è una misura nelle cose (Orazio)

