Maleducate: a Roma i corpi e le narrazioni fuorilegge rompono gli stereotipi

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Giovedì 5 marzo 2026 l’Antimafia Pop Academy ospita un evento per mettere in discussione i modelli culturali imposti alle donne.

Essere “maleducate” può diventare un atto di libertà necessario per scardinare pregiudizi secolari. Con questo spirito di sfida, l’associazione ÀP-Antimafia Pop Academy presenta l’evento Maleducate giovedì 5 marzo 2026 alle 18:30 a Roma, in via Contardo Ferrini. L’iniziativa nasce per riflettere sull’autodeterminazione femminile e per costruire nuovi modelli culturali. Attraverso il confronto tra esperte e artiste, l’incontro vuole trasformare lo spazio urbano e quello educativo in luoghi di narrazioni autentiche.

Corpi e spazi di libertà

Al centro del dibattito troviamo il corpo femminile, spesso costretto in binari predefiniti. Le ospiti dell’evento esploreranno tre traiettorie fondamentali: lo spazio educativo, l’immaginario collettivo e la dimensione urbana. Parteciperanno figure di rilievo come Marta Bonafoni, la ginecologa Monica Calcagni e rappresentanti della Casa delle Donne Lucha y Siesta.

La serata non sarà solo un momento di parola, ma anche di azione creativa. Le performance di Daniela Cono e Alessandra Serraglio daranno corpo a queste riflessioni. L’obiettivo è riappropriarsi di termini spesso usati con accezione negativa, trasformando la “maleducazione” in una forma di resistenza consapevole.

Chi è ÀP-Antimafia Pop Academy

L’associazione ÀP-Antimafia Pop Academy opera da vent’anni nel contrasto socio-culturale alle mafie. Nata originariamente come daSud, ha cambiato denominazione nel 2024. Oggi promuove l’antimafia sociale come strumento per arginare le disuguaglianze e la povertà educativa. Utilizza linguaggi creativi e trasforma, di fatto, la scuola in un presidio di cultura aperto a tutta la città.

Un percorso verso l’otto marzo

Questo appuntamento si inserisce in una mobilitazione permanente contro le proposte governative che minano la sicurezza e la libertà delle donne. Maleducate invita a stare nella complessità e a non accettare narrazioni semplificate. È un richiamo a occupare lo spazio, a parlare a voce alta e a non aderire a un’educazione imposta dal patriarcato.

Dopotutto, cambiare le regole del gioco è l’unico modo per scrivere una storia diversa. L’ingresso è aperto alla comunità tutta per immaginare insieme un futuro privo di ombre.

Cinzia Inguanta

Foto in alto: dettaglio della locandina di Maleducate

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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