“Un libro e …” – Turchina di Elena Triolo, la storia di Giovanna Ragionieri

La storia della bambina che ispirò la nascita della Fata Turchina e i luoghi reali divenuti spazi narrativi del romanzo di Collodi.

Per questo venerdì vi propongo un piccolo gioiello che rilegge e reinventa un frammento della nostra tradizione legata a Pinocchio. È la graphic novel Turchina di Elena Triolo, uscita per Bao Publishing nel 2023. Il volume racconta la vita di Giovanna Ragionieri. Secondo la leggenda, la bambina avrebbe ispirato a Carlo Lorenzini (alias Collodi)il personaggio della Fata Turchina

Il racconto accompagna Giovanna sin da bambina, negli anni in cui il padre presta servizio come giardiniere presso la villa dei Lorenzini. Qui nasce la sua intensa amicizia con il giovane Carlo, destinata a diventare il filo conduttore dell’intera vicenda. Un legame che attraversa gli anni e che avrebbe contribuito a plasmare la figura della Fata Turchina. La narrazione segue Giovanna lungo tutte le stagioni della sua vita, fino alla maturità e alla vecchiaia. Ne emerge, così, un ritratto completo e sfaccettato di una donna rimasta ai margini della Storia, ma centrale nell’immaginario simbolico della fiaba.

TurchinaAttraversando le molte stagioni della vita di Giovanna, il volume compone anche un affresco dell’Italia che si estende dalla fine dell’Ottocento fino agli anni del boom economico. L’attenzione si concentra sui legami tra le persone e sulle trasformazioni socio-culturali, restituendo con discrezione i mutamenti sociali e antropologici del Paese. Il periodo fascista viene raccontato con uno sguardo realistico, attraversato da una sottile vena ironica. «Bisognava essere tutti neri, nero l’umore, nero il partito, altro che turchino!».

Elena Triolo sceglie un linguaggio visivo che intreccia un tratto essenziale ma ricco di espressività a una gamma cromatica fortemente evocativa, sostenendo una narrazione intima e dal respiro quasi biografico. Le tavole assumono così i contorni di un memoir illustrato più che di una semplice riscrittura fiabesca. Il segno è morbido, costruito su linee arrotondate e volti capaci di restituire con immediatezza le emozioni, mentre l’attenzione ai dettagli del quotidiano contribuisce a dare autenticità ai personaggi. Predominano le sfumature di blu e azzurro, che accompagnano e modulano gli stati d’animo, e i colori pastello, che rafforzano l’atmosfera nostalgica senza rinunciare a una delicata dimensione poetica.

La Fata Turchina immaginata da Triolo abbandona ogni aura eterea e si discosta dall’iconografia più diffusa. È una figura profondamente umana, che attraversa la fatica, il lutto e il peso delle responsabilità, capace però di trasmettere un’eredità emotiva e morale duratura. La cura, in questa prospettiva, non ha nulla di angelico, ma si tratta di un lavoro quotidiano, scelta consapevole, gesto politico, modo concreto di abitare il mondo. Un potere silenzioso e spesso invisibile, dato per scontato, ma in grado di trasformare profondamente tanto chi lo esercita quanto chi ne beneficia.

Turchina si configura come un romanzo di formazione al femminile che riflette sulle genealogie e sulle eredità invisibili, quelle che non si misurano in beni materiali ma in valori e relazioni. Non cerca effetti sorprendenti o colpi di scena, ma riesce comunque a coinvolgere in profondità, affrontando i temi della crescita e della cura con autenticità e senza indulgere nella retorica.

In abbinamento con il graphic novel di Elena Triolo vi propongo l’ascolto di I luoghi: I mondi di Carlo Collodi. Si tratta di un episodio di Wikiradio, il programma di approfondimento storico e culturale in onda su Rai Radio 3 (disponibile su RaiPlay), dedicata alla figura e agli spazi reali e simbolici legati a Collodi.

Daniela Marcheschi, studiosa e curatrice esperta di Collodi, esplora i luoghi fisici che sono stati una spinta fortissima per l’immaginario del suo capolavoro. Materiale d’archivio e radiodrammi (estratti storici presenti nell’archivio Rai) sono usati per ricostruire la voce e l’atmosfera dell’epoca.

In quali spazi prende forma la vita di Carlo Lorenzini? Firenze, città natale, rappresenta il fulcro culturale della sua formazione. Il borgo di Collodi, da cui sceglierà il proprio pseudonimo, è invece il luogo dell’infanzia e delle prime esperienze scolastiche. Pescia e la campagna toscana contribuiscono poi a modellare l’orizzonte paesaggistico che ritroveremo in Pinocchio. Accanto a questi riferimenti concreti, la riflessione si estende ai luoghi simbolici dell’opera (la casa, la strada, il bosco, il paese) che diventano nel racconto tappe di crescita, smarrimento e metamorfosi.

L’episodio propone una lettura accessibile, ma allo stesso tempo rigorosa, per chi desidera conoscere più a fondo la figura di Collodi. Non si limita a ricostruire i fatti biografici, ma mostra come i luoghi concreti della sua vita diventino veri e propri strumenti narrativi. In questo modo, gli spazi reali si trasformano in scenari universali, capaci di parlare a lettrici e lettori e di riflettere le emozioni, le sfide e le metamorfosi dei personaggi, rendendo la geografia fisica il terreno su cui si sviluppa l’immaginario letterario. Buon ascolto e buon fine settimana!

Sara Simoni

Foto in alto: Elena Triolo (da indie-eye.it)

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