Una straordinaria impresa che parla di emancipazione femminile e riscatto sociale

Annie Cohen Londonderry
La storia di Miss Londonderry, protagonista del primo giro del mondo in bicicletta e in solitaria compiuto da una donna.

Dall’ottavo numero de L’Altro Femminile, donne oltre il consueto, scarica il PDF della rivista o sfogliala online.

Annie Cohen Kapchovsky, diventata famosa con lo pseudonimo Annie Londonderry, è stata protagonista di una storia incredibile di determinazione e avventura.

La sua impresa è stata un grande passo per i diritti delle donne e per la promozione del ciclismo femminile. Infatti, nel 1894, sfidando pregiudizi e derisioni, ha affrontato un viaggio intorno al mondo percorrendo 41.841 km, di cui oltre 15.000 in bicicletta.

La scoperta di una figura eroica

Non avevo mai sentito parlare, o letto, di questa donna, ma Annie è una delle protagoniste dello spettacolo teatrale Sognatrici, scritto da Valeria Benatti e Gabriella Lucia Grasso, dedicato alle donne dell’ultimo secolo che hanno cambiato il proprio destino e la nostra storia grazie alle loro scelte ardue ed eroiche. La sua figura, ma soprattutto la sua audacia, mi hanno molto colpita ed è nato il desiderio di conoscere più a fondo la sua storia.

La bicicletta, strumento di scandalo e libertà

Nell’America dell’800 si cominciava ad andare in bicicletta, ma questo mezzo era ritenuto del tutto sconveniente per le donne. Per la morale dell’epoca era addirittura uno strumento del diavolo. E questo perché la combinazione della seduta sul sellino con le pedalate poteva scatenare l’eccitazione sessuale. Sui giornali, per scoraggiare le più intraprendenti, fu diffusa la notizia che l’uso delle due ruote era una pesante minaccia per la salute perché stare troppo su quella seduta poteva portare alla sterilità.

La sfida e la scommessa

Thomas Stevens fu il primo uomo che, nel 1884, fece il giro del mondo sulle due ruote. Il suo viaggio durò circa tre anni e al suo ritorno dichiarò che quest’avventura lunga e irta di difficoltà sarebbe stata impossibile da sostenere per una donna. Per dimostrare la sua tesi venne lanciata una sfida. Un gruppo di uomini mise in palio una cifra consistente scommettendo che nessuna donna avrebbe osato accettare.

Le condizioni prevedevano che chi avesse voluto cimentarsi avrebbe dovuto partire senza denaro, trovare e accettare sponsorizzazioni ed eventualmente, per sostenersi economicamente, vendere foto che davano risalto all’impresa.

Annie Londonderry, una donna controcorrente

Originaria della Lettonia, Annie Londonderry era una donna minuta che viveva nei bassifondi di Boston, dove la sua famiglia si era trasferita per fuggire dall’oppressione zarista. Quando decise di sfidare i pregiudizi e di tentare questa difficilissima impresa, era già sposata e madre di tre figli. Probabilmente, tra i motivi che la portarono ad accettare questa sfida, ci fu la volontà di riscattare la sua famiglia dalla povertà.

Si impegnò a registrare la sua presenza in luoghi specifici e a procurarsi delle ricevute che documentassero il raggiungimento delle tappe e, per motivi che possiamo comprendere, nascose il fatto di essere sposata e di avere dei figli.

Il viaggio ha inizio

I primi cento dollari necessari per partire le furono offerti dalla Londonderry Lithia Spring Water Company, una compagnia di acque minerali. Annie, come condizione, avrebbe esposto sulla sua bici il cartello con il nome dello sponsor.

Partì da Boston con un abbigliamento decisamente scomodo: gonna lunga, corsetto, camicia a collo alto e un cappello. Ben presto capì che la gonna era un ostacolo e, incurante dello scandalo che avrebbe suscitato, scelse di indossare dei pantaloni a sbuffo e una maglietta. Cambiò anche la sua bicicletta Columbia con una Sterling Roadster, un modello da uomo più leggero e maneggevole. Il suo bagaglio era molto essenziale: un cambio di biancheria e un revolver col calcio di madreperla che la faceva sentire più sicura.

Attraverso continenti e oceani

Il 24 novembre 1894 si imbarcò a New York City sul transatlantico francese La Touraine che l’avrebbe portata a Le Havre, sulla costa settentrionale della Francia. Aveva ventiquattro anni ed era incurante della disapprovazione sociale che la accompagnava. Era infatti determinata a dimostrare che la donna ha le stesse capacità di un uomo.

Arrivata a Le Havre, Annie proseguì per Parigi, e poi Egitto, Israele, Yemen, Sri Lanka, Singapore, Vietnam, Cina, Corea, Russia e infine Giappone. Il 9 marzo 1895 salpò dal porto di Yokohama e dodici giorni dopo arrivò a San Francisco. Anche attraversare gli Stati Uniti in sella alla sua bicicletta fu difficoltoso, ma quando il 24 settembre 1895 arrivò a Boston fu accolta da una folla che le riservò un’accoglienza trionfale.

Il trionfo e l’eredità

Il giro del mondo si era concluso con successo e i giornali in prima pagina diedero ampia risonanza al «viaggio più straordinario mai intrapreso da una donna.» Aveva affrontato strade dissestate, intemperie, aveva dormito e alloggiato in situazioni spesso disagevoli e sempre accompagnata da pettegolezzi e calunnie, ma aveva vinto la sua scommessa.

Venne eletta simbolo della lotta femminile e in un’intervista si definì «nuova donna.»

Per alcuni anni collaborò con il New York Times pubblicando articoli e aneddoti del suo viaggio. I suoi racconti, ricchi di avventure pericolose ed eventi rocamboleschi, erano molto seguiti. Attirarono però anche molte critiche di uomini secondo i quali erano frutto della sua fantasia.

Come spesso accade, ben presto la sua impresa scomparve dai giornali, offuscata da altri viaggi e da altri uomini che si cimentavano in nuove sfide. Miss Londonderry cadde nell’oblio.

Se oggi conosciamo la sua straordinaria avventura è grazie al pronipote, il giornalista Peter Zheutlin che, venuto casualmente a conoscenza della zia, una donna sicuramente oltre il consueto, ne ha ricostruito la storia e nel 2008 ha scritto il libro Il giro del mondo in bicicletta. La straordinaria avventura di una donna alla conquista della libertà, pubblicato in Italia da Elliot nel 2015.

Nel 2011, Evalyn Parry, produttrice e cantautrice canadese, ha scritto The ballad of Annie Londonderry, un pezzo dedicato proprio alla sua impresa.

Annie. Il vento in tasca è la graphic novel, scritta da Roberta Balestrucci Fancellu e illustrata da Luogo Comune, pubblicata nel 2021 da Sinnos, la casa editrice specializzata in albi illustrati, graphic novel e narrativa per bambinә e adolescentә.

Con il suo coraggio, la sua intraprendenza e il suo desiderio di rivalsa, Annie Cohen è una pioniera, ma è soprattutto un’icona della libertà femminile. Ha sfidato le regole sociali, ha cambiato il modo di vestire delle donne e ha dimostrato che le donne possono affrontare qualunque viaggio, anche in sella a una bicicletta.

Serena Betti

Foto in alto: da Wikimedia Commons

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