La poesia nel dì di domenica: “Tutti i giorni“ di Ingeborg Bachmann

Klagenfurt, la città in cui è nata nel 1926, è diventata la sede in cui ogni anno si svolge il concorso letterario a lei dedicato.

È arrivato l’ultimo mese dell’anno che chiuderà il primo quarto di secolo del nuovo millennio. Il bilancio non è certo positivo. I conflitti armati che sconvolgono buona parte della Terra sono molti, troppi, perché coinvolgono oltre il 24% della popolazione.

Le conseguenze le conosciamo: perdita di vite umane, povertà, crisi sanitarie, persone in fuga dai luoghi delle proprie radici alla ricerca di un posto sicuro in cui vivere. Il pericolo più grande è che lentamente ci si abitui a questa situazione, quasi fosse una normalità di cui prendere passivamente atto.

Diventa sempre più necessario investire in una strategia di cultura della pace che rimetta al centro il rispetto della dignità umana, la tutela dei diritti di tuttǝ, che promuova processi di riconciliazione e di cooperazione. La ricerca della pace è la missione più importante dell’agire politico e sociale.

Nel nostro piccolo, riprendendo le basi della pratica femminista del partire da sé, dedichiamo il mese di dicembre alla pace, proponendo quattro poesie per fermarci a riflettere su un mondo più giusto, più umano, immaginando, da sognatrici quali siamo: «[…] che non ci siano paesi, non è difficile farlo, nulla per cui uccidere o morire e nessuna religione. Immaginate tutta la gente che vive la vita in pace […]», come continua a cantare John Lennon, ucciso l’8 dicembre di quarantacinque anni fa.

Ingeborg Bachmann, ha scritto poesie, prose, saggi e radiodrammi. Per la nostra rubrica abbiamo scelto Tutti i giorni. L’elaborazione del video è curata come sempre da Debora Menichetti.

Serena Betti

Foto in alto: Ingeborg Bachmann – Kleine Zeitung Dossiers

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tutti i giorni  

La guerra non viene più dichiarata,
ma proseguita. L’inaudito
è divenuto quotidiano. L’eroe
resta lontano dai combattimenti. Il debole
è trasferito nelle zone del fuoco.
La divisa di oggi è la pazienza,
medaglia la misera stella
della speranza, appuntata sul cuore

Viene conferita
quando non accade più nulla,
quando il fuoco tambureggiante ammutolisce,
quando il nemico è divenuto invisibile
e l’ombra d’eterno riarmo
ricopre il cielo.

Viene conferita
per la diserzione dalle bandiere
per il valore di fronte all’amico,
per il tradimento di segreti obbrobriosi
e l’inosservanza
di tutti gli ordini.

 

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