Rossella O’Hara non era una bellezza; ma gli uomini non se ne accorgevano quando, come i gemelli Tarleton, subivano il suo fascino.
Per la nostra rubrica Pillole di femminile oggi vi proponiamo l’incipit di un grande classico: Via col vento, di Margaret Mitchell, nella traduzione di Ada Salvatore e Enrico Piceni per l’edizione Mondadori.
Nel film che ne è stato tratto nel 1939 per la regia di Victor Fleming la protagonista Rossella O’Hara è stata interpretata magistralmente dalla bellissima Vivien Leigh. La necessità cinematografica ha fatto intendere che la forza del personaggio risiedesse in maggior parte proprio nell’estetica. In realtà l’autrice del libro chiarisce immediatamente che le cose sono ben diverse e l’incedere della storia non fa che sottolinearlo. Buona lettura, soprattutto ai più curiosi che avranno voglia di proseguire con il romanzo.
«Rossella O’Hara non era una bellezza; ma raramente gli uomini se ne accorgevano quando, come i gemelli Tarleton, subivano il suo fascino. Nel suo volto si fondevano in modo troppo evidente i lineamenti delicati della madre – un’aristocratica della Costa, oriunda francese – con quelli rudi del padre, un florido irlandese. Ma era un viso che, col suo mento aguzzo e le mascelle quadrate, non passava inosservato. Gli occhi verde chiaro, senza sfumature nocciola, ombreggiati da ciglia nere e folte, avevano gli angoli volti leggermente all’insù. Le sopracciglia nere e folte piegavano anch’esse verso l’alto, tracciando una strana linea obliqua sulla sua candida pelle di magnolia – quella pelle così apprezzata dalle donne del Mezzogiorno, che la riparano con infinita cura dai raggi ardenti del sole della Georgia mediante cuffie, veli e mezzi guanti.»
Erna Corsi
Foto in alto: Elaborazione grafica di Erna Corsi
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