Mi piace interrogarmi, fare domande, ascoltare, osservare. La mia è una poesia aperta, che spero possa servire a qualcuno nel mondo.
Mario Masi, nella sua intervista a Chiara Domeniconi per Italia@magazine, ha chiesto alla poeta che ruolo può avere la poesia nell’elaborare le nostre emozioni. Questa la sua risposta:
«Può avere il ruolo di vero e proprio interlocutore, amico sincero, specchio veritiero, psicologo. Traduttore. Scavatore. Rivelatrice. Calmante. Per me è stato un ponte tra il cervello e la bocca, mi ha aiutato a tradurre il pensiero in suono, le emozioni in parole. A fotografare ciò che non capivo e a tradurlo in versi. Uno specchio di me più del vero specchio che ho nel bagno. Il braccio come tramite di scrittura tra la testa e la mano…»
La poesia che abbiamo scelto per questa domenica è Finestre. Come sempre, l’elaborazione video è curata da Debora Menichetti.
Serena Betti
Foto in alto: Chiara Domeniconi – Genova Today
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Finestre
Si deve rischiare
e anche raschiare il fondo
quando si tocca l’abisso.
Mica sempre si deve risalire,
il mondo è bello anche al contrario,
anche dall’altra parte.
Bisogna mettere finestre anche dove non ci sono muri,
anche dove non ci sono case
per costruire panorami
e davanzali a cui affacciarsi a respirare.
E balconi per stendere
e piante da annaffiare.
Bisogna mettere porte anche nel nulla
da lasciare aperte per entrare
e ospitare gente
e Babbo Natale.
Si deve vivere amando la morte e il dolore
perché vuol dire che siamo vivi
e le lacrime acqua benedetta.
Si può non dire la verità ma esserla.
Bisogna mettere più finestre e meno specchi,
anche dove non ci sono muri.
Anche dove non ci sono case …
