Un viaggio che ha indagato tre comunità cattoliche italiane femminili fra dialogo e confronto con l’intento di capire.
Dal settimo numero de L’Altro Femminile, donne oltre il consueto, scarica il PDF della rivista o sfogliala online.
Il docufilm Per sempre di Alina Marazzi prodotto nel 2005 da Mir Cinematografica ripercorre il viaggio della regista all’interno di tre comunità di religiose cattoliche italiane. Quella carmelitana di clausura di Legnano, il monastero benedettino di Viboldone e il monastero camaldolese di Partina con la giovane novizia Valeria, che poi tornerà indietro dalla sua scelta.
Il progetto nasce dal desiderio dell’autrice di comprendere le motivazioni che possono indurre una donna a una scelta di vita così definitiva. Riportando le parole della regista: «Quando le sorelle mi chiedono come mai sono interessata alla vita monastica, rispondo che mi colpisce la sua caratteristica assoluta. Sono affascinata dalla radicalità della scelta di queste donne, ma al tempo stesso quella scelta mi inquieta. Mi accolgono perché sono interessate al confronto con una donna diversa da loro, con il desiderio che il dialogo tra noi possa essere un reciproco rispecchiamento. Forse attraverso di loro riuscirò a capire come è possibile stare dentro ad una scelta definitiva. Per sempre.»
La vocazione
Alla metà degli anni 2000 l’agenzia Fides registrava un calo delle vocazioni religiose femminili in Europa. La tendenza in diminuzione, che riguarda anche America e Oceania, è confermata anche nell’ultima rilevazione relativa all’anno 2023. Risulta invece in aumento il numero delle religiose in Africa e Asia. È in questo contesto che Marazzi intende indagare la vita monastica, non tanto per le caratteristiche che la contraddistinguono, ma piuttosto per comprendere le motivazioni alla base della scelta di un percorso di vita votato a un’esistenza di tipo comunitario, ma allo stesso tempo profondamente individuale. Quanto quell’abito che hanno scelto di indossare ci induce, ancora oggi, a non vederle più per le donne oltre il consueto che sono?
La regista
Alina Marazzi, nata a Milano nel 1964, è regista e produttrice. Le sue opere hanno sempre uno sguardo rivolto al mondo femminile nelle sue più diverse sfaccettature.
Nel 2002 con il primo docufilm Un’ora sola ti vorrei, realizzato dai filmini di famiglia e che ricostruisce la storia della madre morta suicida quando Alina era ancora una bambina, ottiene la menzione speciale della giuria al Festival del cinema di Locarno e il premio per il miglior documentario al Torino film festival. Nel 2005 con Vogliamo anche le rose, documentario sugli anni delle lotte per l’emancipazione sociale femminile, è stata candidata al David di Donatello e al Nastro d’Argento.
Paola Giannò
Foto in alto: Alina Marazzi. Foto da teatrooutoffdiariodibordo.wordpress.com
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