La poesia nel dì di domenica: di nuovo insieme a Nazik al-Mala’ika

Nazik al-Mala’ika
Il suo linguaggio: un rifugio di bellezza e profondità, dove ogni parola costruisce un universo.

Nazik al-Mala’ika è riuscita a trasformare la poesia in un luogo dove ogni parola diventa un filo che tesse un universo unico. Ha rivoluzionato il panorama poetico del suo tempo rompendo le convenzioni e dando voce a una nuova sensibilità. Infatti con il suo verso libero è riuscita a modernizzare la poesia araba.

Nei suoi componimenti intreccia immagini evocative e riflessioni intense che invitano alla riflessione più profonda sull’esistenza e sull’animo umano. In questa particolare lirica, l’artista esplora la ricerca di un’isola immaginaria, un luogo lontano e silenzioso dove l’anima possa rifugiarsi e trovare pace. È un’isola che esiste solo nel regno del sogno, un angolo protetto, dove l’autrice si lascia trasportare dalla dolcezza della notte e con il desiderio di trovare uno spazio segreto dove le preoccupazioni del mondo possano dissolversi.

Attraverso questa poetica visione, Nazik al-Mala’ika ci invita a riflettere sulla nostra stessa ricerca di uno spazio in cui possiamo essere noi stessi, lontani dalle pressioni e dai rumori del mondo esterno.

Dopo le altre opere già presentate sulla nostre rubrica, questa domenica vi invitiamo ad ascoltare, dalla voce di Serena Betti, Un invito a sognare.

Debora Menichetti
Foto in alto: Nazik al-Mala’ika
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un invito a sognare
Suvvia … sogniamo, che la dolce notte si avvicina
e il buio tenero, le guance delle stelle ci chiamano
vieni … andiamo a cercare sogni, a contare fili di luce
e rendiamo il declivio della sabbia testimone del nostro amore
Cammineremo insieme sul petto della nostra isola insonne
e lasceremo sulla sabbia le orme dei nostri passi randagi
e verrà il mattino a gettare le fresche rugiade
e magari spunterà, dove abbiamo sognato, un fiore
Sogneremo di salire verso le montagne della luna
a dilettarci lì dove non c’è fine e non c’è nessuno
lontani … lontani, dove il ricordo
non potrà raggiungerci, poiché saremo al di là della ragione
Sogneremo di tornare fanciulli, noi due, sopra le colline
correremo, innocenti, sulle rocce e pascoleremo i cammelli
vagabondi senza dimora se non la capanna dell’immaginazione
e quando dormiremo ci inzacchereremo di sabbia
Sogneremo di camminare verso l’ieri e non nel domani
e di arrivare a Babilonia in un’alba fresca
porteremo al tempio, come due innamorati, il patto d’amore
e ci benedirà un sacerdote babilonese con mano pura

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1 commento su “La poesia nel dì di domenica: di nuovo insieme a Nazik al-Mala’ika”

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