Pillole di femminile – Storie piccole che raccontano un mondo grande #160

Matteo Zonca - Pillole di femminile
Oggi pubblichiamo il racconto Ellen Millepezzi (se solo fosse musica) di Matteo Zonca. Ritmo nelle vene e pelle a tenere insieme i pezzi.

Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni. Partecipa alla nuova call per Pillole di femminile: cerchiamo la tua voce. Invia il tuo racconto entro il 30 settembre 2025.

ELLEN MILLEPEZZI (SE SOLO FOSSE MUSICA) di Matteo Zonca

Ritmo.

Nome piuttosto breve per racchiudere il concetto di dinamica sequenziale che frammenta, viviseziona, il tempo. Cinque lettere per ricordare che, no, non basta il tempismo. Ci vuole pure ritmo. Rit-mo. Ellen aveva individuato che proprio nel mezzo del ritmo giaceva il suo ritmo. Precisamente in quel vuoto sonoro, in quella camera anecoica, tra il chiudersi della t ed il sorgere della m. Aveva snocciolato lettera dopo lettera il suo ritmo al punto da far perdere qualsiasi senso al vocabolo.

Quanto fastidio in quella minuscola sospensione mezza muta. Nell’aver ancora abbastanza fiato per poter arrivare alla fine del termine. Nell’arrendersi a un inciampo di consonanti che, a suo gusto, mal si congiungono. Possibile che l’etimologia di quella parola così fastidiosa sia proprio flusso? Scorrere? Una lettera impossibile da allungare con la voce, t, seguita da una potenzialmente infinita, m. Nell’ammettere la funzionalità quasi onomatopeica tra il battere e levare della pronuncia, scandendo la sillabazione a colpi di mano sulla coscia, per lei mancava comunque una vocale nel mezzo.

Ellen si sentiva quella vocale. Indefinita. Svanita senza che nessuno nemmeno se ne accorgesse.

«Ti basta seguire il ritmo del tuo cuore» dicono.

«‘Fanculo al cuore, al ritmo e, se non ti scansi, ‘fanculo pure te.» Ellen cela coltelli in un delizioso e cortese sorriso di circostanza.

Si lava faccia come una maglia sporca e si leva la pelle come fosse un reggiseno che, a fine serata, non sai che libertà. Ma è così che Ellen cade a pezzi – è la pelle che la tiene insieme. Ha il passo lento quel sangue ammanettato nel suo Alcatraz fatto di vene.

Si è chiusa al cesso da circa due ore, quanto vola il tempo davanti allo specchio. Si appoggia al lavandino che la tiene in piedi e le fischiano le orecchie senza che nessuno la stia nominando. Ellen Millepezzi, alla pari di un puzzle, da zero a tutti gli anni che la vita le darà. Precipitata a terra insieme alla cornice, tra schegge di vetro e incastri andati persi. Voleva dire proprio questo piantare un chiodo in muro di velluto, una perfezione che non regge nemmeno il suo stesso peso. Lo squarcio e lo schianto. A mani nude ricerca tutti gli angoli, ricerca i confini dai quali ricominciare. Frantumi di vetro tra le impronte digitali.

Ellen sa fare bene l’amore e se scopa male è solo perché non ci crede.

Cucina bene, ma è ancora meglio vederla mangiare.

Ellen ride come una bestia del bosco, ma se ti sorride con gli occhi ti lascia deficiente.

Alticcia dopo il primo bicchiere, ma resta sul pezzo parlando di bellezza.

È ora di uscire e raccoglie tutto quanto, tutto alla rinfusa, ma ritrova il giusto incastro. Tra le sue parole punti e virgole di sutura. È ora di uscire e si rialza dal lavandino.

Si lava la faccia come desse da bere a una rosa, indossa la pelle come fosse un tramonto e diventando notte la luna le fa da pendente. Bella, nella sua pelle che ti tiene insieme. Alza il volume del sangue nel suo stereo fatto di vene.

Ellen Millepezzi, se solo fosse musica, il ritmo la starebbe ad ascoltare.

Matteo Zonca

Foto in alto: Elaborazione grafica di Erna Corsi 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le forme comunicative sono quanto hanno tenuto, e tuttora tengono, in movimento Matteo Zonca. Il suo percorso, incluse varie deviazioni e qualche vicolo cieco, si snoda tra fotografia, videografia, scrittura ed un passato nelle arti performative. Attualmente è impegnato come paroliere e frontman dalla band alternative-rock Le Figlie di Marte e nella stesura di un trittico di romanzi. E-mail: matteozonca.vr@gmail.com

 

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