Rock save the Queen, quando il rock dà lustro alle regine della musica

Rock save the Queen
Cosa succede se una band giovane e talentuosa ripropone le grandi donne della musica in chiave rock? Nasce uno spettacolo eccezionale!

Vicino a casa mia, da maggio a settembre, un piccolo parco cittadino si trasforma in un luogo dove si mangia, si beve, si balla e si assiste a concerti. Un pomeriggio, sfogliando il libretto della programmazione degli eventi, mi sono fermata su due parole che hanno attirato subito la mia attenzione: “rock e queen”. Curiosa, vado a vedere sui social di per scoprire qualcosa di più. Così, scopro una band di giovani talenti che riporta alla luce in chiave rock la musica femminile e, in più, è composta al settantacinque per cento da donne.

È diventato imperativo andare al concerto. Quello che ho scoperto è stata una band giovane, grintosa, accattivante. Musicistə di talento, intesa perfetta e una frontwoman con una grande presenza scenica e voce limpida. Il concerto è stato coinvolgente e trascinante, davvero godibile. Dopo lo spettacolo ho avvicinato la band per proporre un’intervista: ecco qui i Rock save the Queen.

Quali sono le vostre influenze musicali?

«Sicuramente abbiamo in comune la passione per il rock, ma siamo molto curiosi e apprezziamo tutti i generi, i più disparati a dir la verità. Motivo per il quale abbiamo deciso di credere e investire energia e tempo in questo progetto in cui riadattiamo in chiave rock e ballabile tutti i grandi nomi femminili della storia della musica, moderna e non.»

Quando e come nasce il progetto Rock Save the Queen?

«Il progetto Rock Save The Queen nasce ufficialmente un anno fa. La cantante Carolina Remo e il batterista Stefano Caselli suonavano già insieme in un’altra formazione che li aveva portati a vincere alcuni riconoscimenti. Primi classificati all’Omnia Contest Radio Bruno 2023, primi classificati al contest Band emergenti Santomato Live Club 2024 ecc. Poi è avvenuto l’incontro prima con la chitarrista Elisa Puggelli (anche lei vincitrice con un’altra formazione di molti premi) e con la bassista Debora Desii (che faceva parte di una band di inediti molto conosciuta nel panorama pistoiese) tramite amici in comune e la frequentazione di jam session al Santomato Live Club. Il concept così come gli arrangiamenti nascono invece da un’idea di Davide Pupilli, insegnante della cantante che, tramite la masterclass Hit The Stage, li ha portati a rodare il repertorio ancora di più.»

Perché la scelta di eseguire solo cover delle regine della musica?

«Amiamo e crediamo nella forza delle donne. Tutte le regine della musica rappresentano, ognuna a modo proprio, la forza insita in noi. Volevamo creare uno show che rendesse omaggio a queste donne per ringraziarle, nel modo che ci viene più naturale, per l’ispirazione che riescono a dare e per le lotte che hanno dovuto affrontare per essere ascoltate.»

Secondo voi le donne nella musica, specialmente nel rock, sono meno “credute”?

«Purtroppo nella musica – e nel rock in particolare – le donne sono state storicamente percepite come meno credibili rispetto agli uomini. Questo perché il rock è nato e si è affermato in un contesto maschile, legato a immaginari di ribellione, potenza fisica e aggressività, tratti spesso associati ad una cultura maschile. Tante donne vengono criticate o giudicate anche oggigiorno più per l’aspetto che per il talento e non è facile, a parità di ruoli, essere ascoltate e riconosciute. Ma crediamo e speriamo di dare un apporto nel nostro piccolo affinché la scena musicale evolva e che sia riconosciuto il valore e la qualità più che il genere.»

Ho assistito personalmente a un vostro live e devo dire che intesa ed energia non mancano. Cosa vi gratifica di più durante o dopo un concerto?

«Anzitutto grazie mille, per noi è fondamentale il contatto con il pubblico e l’energia che questo ci trasmette. Il novanta percento dello spettacolo nasce proprio dall’energia che si sviluppa tra pubblico e band. Alla fine di ogni live siamo felici di ascoltare il parere di ogni partecipante e sapere di aver fatto svagare, divertire o ricordare momenti a chi ci viene ad ascoltare è la nostra più grande gioia.»

Oltre a girare l’Italia, ultimamente avete partecipato anche a un festival in Belgio. Com’è suonare fuori dal contesto nazionale?

«Avendo iniziato da circa un anno non ci aspettavamo tutto questo affetto e questa risposta da parte del pubblico, siamo davvero grate e felici. Questa estate siamo state a Perugia e abbiamo fatto tante tante tappe in Toscana (Pistoia, Prato, Firenze ecc). In più è arrivata la chiamata per il nostro primo festival estero a Fleron, in Belgio, che ci ha accolto veramente con tanto entusiasmo. Le persone sono state super calorose e si sono divertite, e per noi è stato il massimo!»

Quali saranno i prossimi appuntamenti per assistere a un vostro concerto?

«Il 5 Settembre saremo a Montermurlo alla Sagra dell’Uva presso la Misericordia e il 13 Settembre alla Sagra del Fico a Bacchereto. Il calendario è in continuo aggiornamento e abbiamo molte sorprese per l’inverno, seguiteci su Facebook e Instagram per rimanere aggiornatə. Vi aspettiamo!»

Che altro dire? Andate a sentirlə, rimarrete travoltə dalla loro energia!

Serena Pisaneschi

Foto in alto: I Rock Save the Queen

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