La sua poesia è esperienza autentica, uno sguardo che dimostra quanto ogni attimo abbia valore.
Jane Hirshfield, scrittrice e poeta di risonanza internazionale, è considerata una delle voci più profonde e sensibili della poesia contemporanea. Ambasciatrice della poesia nel mondo, le sue opere sono state tradotte in numerosi paesi, tra cui Polonia, Francia, Cina e Giappone, a testimonianza di una forza espressiva capace di superare confini linguistici e culturali.
Nota per il suo legame con la tradizione zen, la poeta esplora con straordinaria finezza la natura, la spiritualità e l’esperienza umana. Le sue liriche si radicano nella quotidianità e nella consapevolezza, cercando una «chiarezza senza semplicità», come lei stessa afferma.
Czesław Miłosz, premio Nobel per la letteratura, ha elogiato la sua profonda empatia per la sofferenza di tutti gli esseri viventi, sottolineando come la sua poesia illumini la virtù buddhista dell’attenzione e della presenza.
Le sue opere affrontano anche i grandi paradossi dell’esistenza: la fragilità, il dolore, l’incertezza, ma anche la resistenza e la capacità umana di trasformare la sofferenza in consapevolezza. Con i piedi saldamente piantati nei canoni sia occidentali sia orientali, Jane Hirshfield offre una visione poetica completa e attuale, in grado di parlare alla mente e al cuore, alla voce e al corpo.
Nella poesia che presentiamo oggi, Jane Hirshfield unisce con maestria il gesto quotidiano alla rinascita interiore. Attraverso la semplicità della routine domestica ci mostra che, anche dopo la sofferenza, si può ricominciare. Il cibo diventa simbolo di guarigione concreta, tangibile. Il verso finale è un invito lieve e profondissimo: vivere è ancora possibile, a partire dalle piccole cose.
Dopo Pioggia a maggio, questa domenica vi invitiamo ad ascoltare Da capo dalla voce di Serena Betti.
Debora Menichetti
Foto in alto: Jane Hirshfield (fonte: OnBeing, immagine di Erik Castro)
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Da capo
Prendi il cuore logoro come un sasso
e lancialo lontano.
Presto non ne rimarrà nulla.
Presto l’ultima increspatura si esaurirà
tra le erbacce.
Una volta a casa, affetta carote, cipolle, sedano.
Glassali in olio prima di aggiungere
le lenticchie, acqua e odori.
Poi le caldarroste, un po’ di pepe, sale.
Completa con formaggio di capra e prezzemolo. Mangia.
Puoi farlo, davvero, ti è concesso.
Ricomincia la storia della tua vita.
Tratta da Ogni felicità assediata dai leoni di Jane Hirshfield, traduzione e cura di Loredana Foresta e Andrea Sirotti

