“Un libro e …” – Boy Erased – Vite cancellate, memoir di Garrard Conley

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Un libro e un film tratti dalla vera storia di Garrard Conley, in lotta contro la terapia di conversione per affermare se stesso.

La mia proposta per questo venerdì è Boy Erased – Vite cancellate (Black Coffee, 2018) un memoir di Garrard Conley. Si tratta di un’opera autobiografica in cui l’autore, cresciuto in una famiglia profondamente cristiana e conservatrice nell’Arkansas rurale, racconta la sua storia. Figlio di un predicatore battista e immerso in una cultura religiosa fondamentalista, Conley si trova costretto a confrontarsi con la propria omosessualità in un contesto in cui essere gay è considerato un peccato da “correggere”.

Il libro racconta il delicato passaggio di Garrard Conley dall’adolescenza all’età adulta, segnato dal coming out con la famiglia e dalla dolorosa pressione a rinnegare la propria identità. È un percorso emotivamente complesso, segnato dal senso di colpa per aver deluso le aspettative familiari e dalla paura di non riuscire a incarnare l’immagine che gli altri proiettano su di lui. Il tutto si intreccia continuamente ai dubbi sulla fede e al il desiderio sincero di scoprire chi è davvero.

boy erasedFin da giovane, Garrard Conley è profondamente coinvolto nella vita della chiesa e vive una relazione con una ragazza, Chloe. Con l’inizio del college, inizia a frequentare David, una conoscenza che si trasforma in un’esperienza traumatica. Oltre a abusare di lui, informa i genitori dell’omosessualità di Conley. Scossi e convinti che si tratti di un peccato da estirpare, i genitori lo pongono davanti a un bivio: essere escluso dalla famiglia oppure sottoporsi a un percorso di “cura”. Conley accetta, quindi, di partecipare al programma di conversione Love in Action, fondato dal pastore John Smid, e trascorre due settimane nella sede di Memphis.

Gli vengono sottratti gli oggetti personali, incluso il telefono, e persino le pagine della sua Moleskine vengono strappate. All’interno del programma affronta sessioni di confessione sia individuali che collettive, durante le quali riceve indicazioni su come reprimere ogni impulso omosessuale. È costretto a stilare un “Inventario Morale”: un elenco dettagliato dei pensieri considerati impuri e delle presunte deviazioni spirituali, che verrà poi letto pubblicamente davanti agli altri partecipanti e sottoposto al loro giudizio. Conley racconta con lucidità e durezza le dinamiche di controllo psicologico, l’umiliazione sistematica e il senso di vergogna costruito attorno a ogni parola che esuli dalla norma imposta.

Se vi aspettate un racconto intriso di rabbia o risentimento, resterete sorpresi. La vera forza di questo libro risiede proprio nella misura del suo tono. Con uno stile semplice e scorrevole, l’autore lascia spazio ai fatti, narrandoli con distacco e senza giudizio, anche nei momenti più dolorosi. Non c’è spazio per la drammatizzazione forzata, è la verità dei fatti a imporsi. Il registro è spesso introspettivo, come se Conley stesse ancora elaborando, insieme a chi legge, le ferite che condivide.

Boy Erased – Vite cancellate non è soltanto una denuncia, ma una testimonianza profondamente umana e personale. I numerosi flashback che costellano il racconto non interrompono il ritmo, bensì arricchiscono la narrazione, offrendo uno sguardo più ampio sulla vita del protagonista. Grazie a questi ritorni al passato, il lettore riesce a entrare in sintonia con Conley, comprendendo meglio il suo percorso interiore e le difficoltà che ha dovuto affrontare per arrivare ad accettare se stesso.

In accoppiata con il libro di Garrard Conley, vi consiglio anche l’omonimo adattamento cinematografico diretto da Joel Edgerton nel 2018, Boy Erased – Vite cancellate (disponibile per il noleggio su diverse piattaforme streaming). Il protagonista, Garrard, è interpretato da Lucas Hedges, affiancato da Nicole Kidman e Russell Crowe nei panni dei genitori. Lo stesso Edgerton compare nel cast nel ruolo di Victor Sykes, il responsabile del programma di conversione.

Libro e pellicola raccontano la stessa storia ma con toni, scelte narrative diverse. Il primo nasce come una riflessione intima e personale, mentre il film è più emotivo e drammatico ma efficace per raggiungere un pubblico più ampio.  Adotta, infatti, un registro molto più diretto, costruito per colpire lo spettatore sul piano emotivo. Molte sono le scene sono cariche di tensione, dove il dolore del protagonista viene reso in modo più esplicito.

Il cambiamento dei nomi di alcuni personaggi nel film risponde all’esigenza di prendere le distanze dal racconto autobiografico puro, rendendo la narrazione più simbolica e universale. Un’altra differenza significativa riguarda la struttura temporale: mentre il libro è costruito su numerosi flashback e salti temporali, il film adotta uno sviluppo più lineare, con pochi ritorni al passato e una progressione cronologica che dona maggiore ritmo alla narrazione. Le relazioni familiari e comunitarie sono amplificate grazie a interpretazioni di grande intensità emotiva e sottolineate dalla colonna sonora. Da ascoltare l’inedito di Jónsi Birgisson (componente dei Sigur Rós) e Troye Sivan. Buona visione e buon fine settimana!

Sara Simoni

Foto in alto: immagine dal film (da netflix.com)

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