“Un libro e …” – Adelaida di Adrián N. Bravi, tra biografia e memoir

Un libro e un podcast che ci invitano a riflettere sulla forza delle donne e sull’importanza della memoria contro l’oblio.

La mia proposta per questo venerdì è uno dei libri selezionati nella dozzina del Premio Strega 2024 (presentato da Romana Petri): Adelaida di Adrián N. Bravi (Nutrimenti, 2024). Una biografia, con tratti romanzo che racconta la straordinaria vita di Adelaida Gigli (Adelaide alla nascita). Tuttavia, allo stesso tempo, è anche un memoir che raccoglie i ricordi dell’autore legati sia alla sua infanzia in Argentina sia all’incontro con la stessa protagonista. Volendo sintetizzare, potremmo dire che Adelaida emerge dalle pagine come artista, donna, madre e intellettuale. E sarebbe però davvero riduttivo, perché la sua storia personale si intreccia saldamente con la Storia argentina.

Il libro prende avvio a Buenos Aires il 29 agosto 1976, con una ragazza di ventidue anni in fuga con una bambina di nove mesi in braccio. Riuscirà a affidare la figlia a due passanti, prima di essere catturata dagli uomini del regime di Jorge Rafel Vileda. Non farà più ritorno a casa e nessuno avrà più sue notizie. La ragazza si chiama Mini e la bambina Ines e sono la figlia e la nipote di Adelaida Gigli (e dello scrittore argentino David Vinas). Stessa cosa accadrà, poco tempo dopo, a suo figlio Lorenzo Ismael. La voce narrante che ci racconterà questa storia è proprio quella dell’autore, che nel 1988 incontrerà a Recanati Adelaida e stringerà con lei un rapporto di affetto, amicizia e memoria.

AdelaidaIncontriamo, quindi, Adelaida Gigli in Italia già sessantenne. Scrive racconti, fa la ceramista, beve Ferrochina Bisleri con una sigaretta accesa sempre in mano. Sospesa tra due mondi: italiana di nascita, argentina di adozione. Sospesa tra due lingue: ricorreva alternativamente allo spagnolo e all’italiano per far tacere gli spettri che la perseguitavano. Tanti ricordi, tanti frammenti di vita legati tra loro da Adrián N. Bravi, con qualche buco e qualche spazio scoperto, scopriamo un’instancabile attivista politica, un’artista eclettica, libera e coraggiosa. Vittima di quel destino assurdo dei genitori che sopravvivono ai propri figli, entrambi desaparecidos, senza avere mai una pietra su cui piangerli ma affidando tutto alla memoria. Costretta dai tragici fatti a rientrare a Recanati, suo paese di origine, e inventarsi una nuova vita.

La prosa limpida di Adrián N. Bravi illumina una donna che è riuscita a emergere dalle ingiustizie. Ironica nonostante gli eventi tragici che l’hanno colpita da vicino. Una testimonianza reale di come le vite possano essere distrutte e deviate dai poteri forti dei regimi dittatoriali. «Poi, ho pensato alla memoria e all’immaginazione, due armi perennemente odiate dalle dittature, per questo amputano l’una e reprimono l’altra. Due armi che si compensano e si integrano, si reinventano e si illuminano reciprocamente. Quando non ricordiamo più certe cose ci appelliamo all’immaginazione; anzi, spesso quello che ricordiamo è stato già reinventato a nostra insaputa.»

In accoppiata con il libro di Adrián N. Bravi vi propongo uno dei miei podcast preferiti (non a caso ve lo avevo già consigliato nella mia ultima Top Ten estiva). Si tratta di Figlie, una serie in sei episodi di RaiPlay Sound prodotta da Chora Media, scritta e raccontata da Sara Poma insieme a Sofia Borri. Anche in questo caso la storia ambientata in Argentina e anche questa è una storia di desaparecidos: Silvia e Sofia, mamma e figlia, vengono separate quando quest’ultima ha solo due anni e mai più riviste.

Da dove nasce la voglia di raccontare questa storia? Sara Poma e Sofia Borri scoprono di avere una cosa in comune: tutte e due hanno perso la madre in giovane età. Marisa, la mamma di Sara, è morta quando lei era un’adolescente. Silvia, quella di Sofia, è stata rapita e fatta sparire dagli uomini del regime di Videla (una dei 30.000 desaparecidos, come i figli di Adelaida Gigli). Un viaggio in Argentina le riconnetterà con una storia familiare da scoprire e ricostruire e, allo stesso tempo, le farà riflettere su un dolore comune che le ha accompagnate nella loro vita adulta. Ancora una volta Sara Poma riesce a trasformare una storia universale in una storia personale, dove tutti possono riconoscersi.

Figlie è candidato, per l’edizione 2024, per Il Pod – Italian Podcast Awards in due categorie: documentario e script. Ascoltatelo e andate a votarlo, se lo merita! Buon ascolto e buon fine settimana!

Sara Simoni

Foto in alto: Adelaia Gigli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Solve : *
30 − 5 =